FASI DELLA VITA - APPARECCHIO ORTODONTICO

Consigli dei genitori sugli apparecchi dentali

SUDDIVIDERE

Essere un adolescente o un preadolescente è già abbastanza complicato. Indossare l'apparecchio a quell'età può esserlo ancora di più. Se stai cercando di aiutare tuo figlio a gestire il nuovo apparecchio, ecco qualche utile esperienza condivisa dai genitori che hanno affrontato lo stesso percorso.

Gestire un figlio non troppo accondiscendente

"Mi ci è voluta molta pazienza per insegnare a mio figlio a prendersi cura del proprio apparecchio nel modo giusto. I fili si spezzavano spesso. Gli attacchi si spostavano di frequente. Sicuramente a scuola, quando nessuno poteva ricordargli le conseguenze, masticava matite, ghiaccio o caramelle molto dure.

Ma con l'aiuto dell'ortodontista, le sue abitudini sono lentamente cambiate. L'ortodontista gli ha spiegato che continuando con queste cattive pratiche, avrebbe dovuto tenere l'apparecchio più a lungo. Dopodiché, i pezzi rotti non sono più stati un problema. Alcuni ragazzi sono propensi a ignorare i propri genitori ma non altri adulti. In questo caso, le parole dell'ortodontista sono state più efficaci delle mie. Ed è andata bene così. Ha funzionato."

-Giovanni M.

Ortodonzia intercettiva

"Mia figlia piccola ha messo l'apparecchio prima del fratello maggiore. A sette anni aveva già problemi alla dentatura. Aveva un sovramorso e denti molto storti. Era la candidata ideale per l'ortodonzia intercettiva. L'utilizzo dell'espansore palatale ha dato risultati nel giro di qualche mese. Ha modificato la forma della bocca così che l'apparecchio potesse funzionare meglio. A ripensarci, l'ortodonzia intercettiva è valsa davvero i costi supplementari. Senza, non avrebbe avuto i bei denti dritti che ha adesso."

-Giovanni M.

Insegnare a responsabilizzarsi

"L'uso dell'apparecchio per i denti è un modo per trasmettere ai ragazzi un senso di responsabilità, con conseguenze evidenti nel caso in cui non facciano la cosa giusta. Devono imparare l'autodisciplina: niente chewing gum, niente popcorn, niente caramelle dure e così via, finché non si tolgono l'apparecchio. Devono imparare a non perdere gli apparecchi di contenzione. Ho detto loro che devono portare con sé l'apparecchio di contenzione ogni volta che escono di casa, proprio come fanno con le chiavi, il portafoglio e il cellulare. E per evitare che lo perdano, ho intimato loro che avrebbero pagato metà della cifra necessaria per acquistarne un altro. Se questo vuol dire rovistare nella spazzatura per recuperarne uno, così sia."

-Giovanni M.

Trovare l'ortodontista giusto

"Degli amici mi hanno consigliato un paio di ortodontisti. Le prime impressioni contano davvero, anche per telefono. Il primo studio che ho chiamato mi ha dato l'impressione che mi stessero facendo un favore e che fossi io a dovermi adattare. Inutile dire che non li ho richiamati. Al secondo studio che ho chiamato sono stati gentili, amichevoli e hanno capito che si trattava di una cosa seria e piuttosto dispendiosa, visto che dovevo mettere l'apparecchio a tre bambini. Hanno risposto a tutte le mie domande e sono stati molto premurosi. Abbiamo fissato un appuntamento per ognuno dei miei figli per capire di quale trattamento avrebbero avuto bisogno. Ogni visita è stata molto approfondita. Hanno fatto le radiografie e determinato un piano di azione, che includeva anche i costi, sia le spese da sostenere di tasca nostra che quelle coperte dalla nostra assicurazione. In più, mi hanno dato dei fascicoli con tutte le informazioni su ogni bambino tra cui le radiografie, le date entro cui le procedure specifiche dovevano essere portate a termine, i costi e la durata approssimativa. Era incluso anche un opuscolo che spiegava come prendersi cura dell'apparecchio dall'inizio alla fine. Ero sicura di aver trovato l'ortodontista giusto per la mia famiglia, e alla fine delle visite avevo un piano concreto di cosa avrei dovuto fare."

-Claudia

Pagare l'apparecchio

"Gli apparecchi non sono economici. Devo ammettere che è stato un shock scoprire quanto mi sarebbe costato. Visto che sia io che i miei tre figli avremmo dovuto mettere l'apparecchio, ho chiesto allo studio che tipo di sconto avrebbero potuto farmi, anche se non mi aspettavo una risposta positiva. Invece, mi hanno detto che il primo l'avrei pagato a prezzo intero, mentre ogni altro apparecchio aggiuntivo avrebbe avuto il 5% di sconto. È la prova del fatto che se non chiedi qualcosa non la otterrai mai. Ho iniziato prima con un figlio, che si è sottoposto agli aggiustamenti preventivi necessari. L'anno successivo uno aveva già l'apparecchio completo. L'anno ancora dopo un altro ha iniziato il trattamento, e l'ultimo ha messo l'apparecchio l'anno successivo."

-Claudia

Ragazzi diversi, diversi metodi di prendersi cura dell'apparecchio

"Mio figlio A. di 17 anni e mio figlio M. di 15 anni hanno entrambi tolto l'apparecchio quest'anno. Hanno tutti e due dei sorrisi splendidi, ma il loro approccio nel portare e prendersi cura dell'apparecchio è stato molto diverso. A. è un bambino attento alla moda. Ama curare il suo aspetto. I capelli, i vestiti e l'igiene sembrano dire "Ho stile e sono come presentarmi". A. si guardava i denti e ne ammirava i progressi. Quello che gli piaceva di più era ricevere i nuovi elastici colorati ogni mese e l'occasione di poter mostrare i suoi denti puliti. M. è un ragazzo completamente diverso. È un campione nel calcio e nella pesca ma non tanto nell'igiene. Ha un'età in cui semplicemente non gli importa nulla. È così incurante che suo fratello minore spesso gli dice "M., hai bisogno di lavarti". M. si prendeva cura della sua igiene orale allo stesso modo di quanto si prendesse cura dei suoi piedi... il minimo indispensabile e solo quando strettamente necessario. Ma quando ha iniziato a spazzolare i denti due volte al giorno con uno spazzolino elettrico, la sua igiene orale si è rimessa in riga".

-Roberto B.

Non ha più paura di sorridere

"Nelle foto di famiglia, mio figlio ha sempre avuto un bel sorriso a pieni denti fino al compimento dei cinque anni. Poi ha smesso di sorridere nelle foto e quando lo spronavamo a dire "cheese", il suo sorriso sembrava più una sofferenza che un piacere. Non gli piaceva il suo aspetto e dopo un po' ha cominciato a evitare le fotografie. Ha iniziato a sorridere di più dopo circa 4 mesi che indossava l'apparecchio. Gli piacevano gli elastici colorati e penso che gli piacesse metterli in mostra. La cosa mi rendeva felice, ma non ero preparato alla trasformazione che è avvenuta quando ha tolto l'apparecchio. All'improvviso, il mio piccolo introverso è diventato estroverso. Ora si illumina non appena vede una fotocamera. Nelle foto delle vacanze, ride sempre a bocca aperta. Ha un sorriso stampato sul viso quando parla di cose che l'appassionano e questo fa sorridere anche me. Tutti gli dicono quanto sia bello e lui si gode i complimenti. Adesso si pettina come il suo giocatore di calcio preferito, saccheggia l'armadio di suo fratello in cerca di vestiti alla moda e usa la mia colonia preferita."

-Roberto B.